Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano chiama al Quirinale il ministro della Giustizia Angelino Alfano per fare il punto sul ddl intercettazioni. Il provvedimento, non è ben visto dall'opposizione ed è contestato da magistrati e giornalisti che contro la riforma hanno indetto uno sciopero il 14 luglio. Secondo quanto riporta
In politica i socialisti italiani devono essere realisti e coerenti. Realisti, e pensare che i reduci del vecchio Psi non non sono riusciti e non riusciranno a rilanciare una forza socialista in Italia. Dopo quindici anni di tentativi è inutile continuare a illudersi e a illudere. Il bilancio deve essere onesto. Nè a sinistra, nè tanto meno a destra, è rinato il Psi o una forza che dal Psi ha preso piede. I tentativi sono stati tanti e anchecon collocazioni opposte. Niente da fare. Qualcuno potràritenere che è colpa dei diversi gruppi dirigenti che si sono alternati all guida dei diversi partiti della diaspora. E può esserci del vero.La verità è che quando ci siamo riuniti abbiamo subito una desolante sconfitta. Ma non pensoche questo sia un elemento fondamentale. E non solo perchè non c’è una prova contraria (potevamo avere dirigenti diversi e non riunificarci, ma quale sarebbe stato il risultato?), ma anche perchè l’operazione di rilanciare i vecchi partiti non è riuscita a nessuno. C’è forse in Italia la Dc, c’è forse il Pci? Si può dire che ci sono ex democristiani e che ci sono ex comunisti in abbondanza. Ma anche ex socialisti sono in prima fila, proprio perchè non hanno tentato di rilanciare il Psi. E sono presenti, ma con altre identità, è inutile negarlo, più nel centro destra che nel centro sinstra. Le ultime elezioni amministrative hanno oltretutto messo in rilievo che il già basso consenso dello Sdi, dopola Costituente,si è quasi dimezzato ovunque. E’ giusto cercare un’altra strada. Anzi l’unica strada, per essere coerenti. Noi vogliamo essere interpreti del socialismo europeo, o meglio del confronto che già s’è aperto nella sinistra europea per affrontare la sua crisi? E allora rilanciamo in Italia ciò che i socialisti europei hann0 fatto in Europa. E cioè l’Alleanza dei socialisti e dei democratici.Un’intesa che si può contrarre (forse un partito, forse una federazione, forse solo un’alleanza) tra coloro che sono parte del socialismo europeo (penso a noi, a Sd, forse a Vendola, se ci sta) e i democratici italiani. I quali ultimi non devono pensare al Pd come alcontenitore esclusivo di chi non è più, o non è ancora, socialista europeo, oppure come centro propulsore di una forza di tutti coloro che stanno indistintamente alla sua sinistra, come s’è scritto. Ma dovrebbero,se vogliono esserecoerenti con quanto avvenuto al Parlamento europeo, lanciare il progetto della costruzione di un “soggetto” tra socialisti, intesi in sensolargo, e democratici. A me pare l’unica via di uscita. Ne potremmo parlare senza inibizioni?
Il parlamento europeo
Niente da fare per Francesca Barracciu e Maddalena Calia. Malgrado il successo personale, entrambe hanno ottenuto oltre 100 mila voti, il meccanismo della legge elettorale delle Europee impedirà il loro ingresso nell'aula di Strasburgo. Francesca Barracciu evidenzia l'effetto-astensionismo: "sarebbe bastata un'affluenza appena superiore per garantire l'elezione di un candidato". Maddalena Calia annuncia la possibilità di un ricorso alla Corte Europea a difesa della volontà degli elettori sardi. Secondo la candidata del Pdl il meccanismo elettorale si sarebbe prestato a un'errata interpretazione, relativamente alle preferenze riportate in proporzione alla popolazione residente. Chi potrebbe approdare all'europarlamento è il candidato dell'Italia dei Valori Giommaria Uggias. Con oltre 17mila preferenze, Uggias si è classificato dietro Antonio Di Pietro, Leoluca Orlando, Sonia Alfano e Luigi De Magistris. I primi due resteranno nel Parlamento italiano, gli altri opteranno per il seggio conquistato in altre circoscrizioni. Un 'rimescolamento' che aprirebbe la strada di Strasburgo al candidato olbiese.
LE URNE. Nessun candidato sardo è riuscito nell'impresa di arrivare al Parlamento europeo. Prima dei non eletti è Francesca Barracciu, che ha ottenuto il maggior numero di voti. Con 116.935 preferenze (dati provvisori del Ministero dell'Interno) ha superato l'altra donna candidata nel Pdl, Maddalena Calia, europarlamentare uscente, che ha ottenuto 115.194 voti (terza non eletta dopo due candidati siciliani). Dietro i due principali sfidanti l'altro esponente del Partito democratico Bruno Dettori che ha ottenuto 57.655 preferenze, seguito da Gian Benedetto Melis (Udc) con 19.833 voti. Restando sopra i 10mila voti, ma sempre fuori dall'Europarlamento, Giommaria Uggias dell'Idv con 17.401 preferenze e Angelo Francesco Cuccureddu (La Destra-Mpa-Pensionati e alleanza di centro) con 10.907.
(fonte: l'unione sarda)


"Il Senato ha dato il via libera al ritorno al nucleare. Questa scelta del Governo è profondamente sbagliata e contraria agli interessi energetici del Paese perché il nucleare rappresenta una tecnologia vecchia, inquinante, insicura e costosa. -cosi' Renzo Penna candidato di Sinistra e libertà nella circoscrizione Nord ovest - Inoltre -prosegue Penna - l’impegno sul nucleare vanificherà ogni altra forma di produzione energetica come le fonti rinnovabili, condannando l’Italia all’arretratezza tecnologica e rinunciando alle opportunità economiche e occupazionali (250.000 posti di lavoro solo in Germania) e di sostenibilità che le rinnovabili invece garantiscono.
L’Italia in campo energetico non può permettersi di tornare indietro, ma deve guardare al futuro puntando sul risparmio, sull’efficienza nella produzione e negli usi finali e sullo sviluppo delle rinnovabili- conclude Penna - come stanno facendo le nazioni più avanzate con in testa gli Stati Uniti."
di Antonella Soddu
I riti della settimana Santa superano, per solennità e importanza, le stesse festività del Natale. In Sardegna in particolare, dove la Pasqua è chiamata dagli anziani Sa Pasca Manna (Pasqua grande) quasi a voler sottolineare la solennità e un ruolo di primo piano rispetto, appunto, al Natale chiamato Paschixedda (Pasqua Piccola), sono tradizioni molto antiche e diffuse che spaziano dal campidano al logudoro ma anche nei paesi barbaricini. L' influenza iberica è alla base della maggior parte di riti, processioni e momenti corali particolarmente sentiti dai fedeli. Ampio risalto hanno soprattuto le processioni dei misteri, il rito de S' Iscravamentu o Su Scravamentu a seconda del dialetto, de S'Incontru. Anche Villasor non è da meno, i riti e le processioni della settimana santa si svolgono anche da noi con solennità e foltissima partecipazione della nostra comunità e non solo, si riscontra la presenza anche di persone che vengono da fuori per assistervi.
Si inizia con la tradizionale Domenica delle palme che da inizio a tutte le altre celebrazioni liturgiche della passione e morte di Gesu', dalla chiesa Parrocchiale di San Biagio ci si avvia in processione verso Su Guventu in cui sorge l' antichissima chiesetta dedicata a Sant' Antioco Martire ( Sant'Antiogu du zerriasu in Biddasorrisi ) qui, nella piazzetta antistante la chiesa con il portone spalancato a rimarcare l' ingresso di Gesù' a Gerusalemme, si benedicono le palme laboriosamente intrecciate in un gioco di figure, che le rendono quasi dei piccoli monumenti, da abili lavoratori di palme ( se cosi li volgiamo chiamare). Curioso e sapere che anticamente erano le donne che intrecciavano le foglie delle palme in forme diverse ottenendo poi veri e propri capolavori, la palma piu' bella veniva offerta al sacerdote che la utilizzava per benedire le altre. Una volta benedette, le palme vengono conservate nelle abitazioni in capo al letto (in conca a lettu ) insieme al rosario d'argento (s'arrosariu e prata ) e al quadro raffigurante la Madonna o Gesu' (su quadru de conca e lettu ). Alle palme benedette su unisce anche un ramoscello d' ulivo simbolo di pace e fratellanza. C'è da dire che, in alcuni paesi, l' uso di palme e ramoscello d' ulivo sono ancora considerati una superstizione pagana. Una credenza popolare vuole che venissero come amuleti che erano in grado di tenere lontano il malocchio. Come detto prima, la benedizione delle palme si rinnova di anno in anno, quelle dell'anno precedente vengono portate in chiesa e bruciate nel giorno del mercoledì delle ceneri, anche in questo caso è credenza popolare che quelle dell'anno precedente vengano bruciate con lo scopo di evitare profanazioni. Hanno inizio così le funzioni religiose e quelle rituali e tradizionali della settimana santa, le quaranta ore ( is corant'orasa ) dedicate alla meditazione, alla preghiera, alle confessioni etc., il mercoledì santo dedicato ai misteri, viene portata in processione per le vie del paese il simulacro della Madonna Addolorata con lo scopo di ripercorrere le stazioni della passione e morte di Gesu', il tutto è come un racconto che il popolo può vedere e ascoltare e partecipare piu' sentitamente alla passione e morte di Gesu':
Gesu' prega nell' orto degli ulivi
Gesu' legato è portato da Pilato
Gesu' riceve i “simboli” regali, la Corona di Spine, lui, il Nazzareno re dei Giudei.
Gesu' viene legato a un palo e flagellato
Gesu', condannato a morte viene costretto a portare la croce
Durante il suo cammino cade e un uomo, Simone il Cireneo, lo aiuta a rialzarsi e a portare la croce, una donna gli asciuga il volto, è la Veronica.
Gesu' crocifisso muore sulla croce.
Il Giovedì Santo i riti religiosi prevedono la messa poi, la messa del “Coena Domini” durante la quale viene ricordata l 'istituzione dell' eucarestia avvenuta nell ultima cena di Gesù' con i dodici apostoli. Il Sacerdote consacrata l' ostia, la colloca in una teca nella cappella laterale della chiesa allestita come fosse un sepolcro, in molti paesi è ancora oggi molto sentita la visita dei fedeli al “sepolcro” che inizia nella tarda sera del giovedì e prosegue per tutta la mattinata del venerdì fino al mezzogiorno, viene chiamata l'ora in sardo s'ora. Quest'usanza si mantiene anche a Villasor. Un'altra usanza legata al “sepolcro” è l' addobbo di quest'ultimo con “Su Nenniri”, oppure secondo alcuni dialetti: ninniri, ninneri, prattu a Deus, sepulkri. un'altra antica usanza: “Le mamme ancora in periodo di allattamento, dopo aver fatto la comunione, si affrettavano ad allattare i figli nella convinzione che l' ostia consacrata appena presa avrebbe benedetto anche il latte”. Ma ritorniamo al nenniri, cos'è? Altri non sono che chicchi di grano posti in un piatta sul cui fondo viene steso uno stratta di bambagia umida. La “semina” avviene solitamente il mercoledì delle ceneri o non piu' tardi di venti giorni prima del giovedì santo. I chicchi devono essere tenuti rigorosamente al buio, in passato si tenevano anche sotto i letti, e con la bambagia sempre umida. E essi germogliano e dopo qualche settimana si possono vedere steli alti e fitti di colore giallognolo questo perchè essendo cresciuto al buio non si è formata in loro la clorofilla che conferisce alla piante il classico colore verde. Infine si ornano con nastro di colore viola e fiori, cosi addobbato si portano in chiesa o si dispongono lungo le vie dove il venerdì santo, dopo il rito de Su Scravamentu, vengono portati in processione al buio la croce, il Cristo morto e la Madonna Addolorata. Alla funzione del rito de Su Scravamentu si registra una forte partecipazione di popolo, che si protrae fino a trada sera quando al rientro dalla processione si fa la fila per il bacio al Cristo, a Villasor si dice: A Basai a Gesu Cristu. Ma vediamo un po' di cercare di descrivere questo particolare momento fatto di raccoglimento, di preghiera ma anche di attaccamento alle nostre tradizioni piu' radicate in comunità. Subito dopo la celebrazione della messa, si da inizio alla funzione de Su Scravamentu, Cristo, ormai morto, viene deposto dalla croce. A compiere la pietosa azione sono is veronis, che delicatamente schiodano il primo chiodo dalla mano sinistra, poi il secondo dalla mano destra, poi il terzo dai piedi incrociati, i chiodi vengono poi portati ai piedi della Madonna, successivamente anche la corona di spine dal capo di Gesu viene levata e posta intorno alla mani, giunte in preghiera, della Madonna. Ogni parola pronunciata dal sacerdote durante queste operazioni pietose, giungono al cuore dei fedeli presenti che commossi e prostrati fanno le loro preghiere. Con la processione de S' Incontru, hanno termine tutti i riti pasquali. Gesu' viene portato in processione cosi come la Madonna, di azzurro vestita a sottolineare la festa per la resurrezione. Quasi giunti al centro della piazza si assiste all' incontro di Gesu e sua Madre, l' incontro ravvicinato e preceduto da tre inchini dopo il terzo i simulacri vengono inclinati ad incrocio in modo da simulare il bacio di Gesu a sua Madre, accompagnato quest' ultimo dal suono incessante delle campane a festa e dalla banda musicale del paese e dall' incessante applauso delle persone (numerose) presenti.
Un'ultimo cenno, mi sia consentito, lo rivolgo all'ottima esibizione da parte del coro Nocte Surgentes che ha accompagnato le fasi de Su Scravamentu venerdì Santo.
Merita un cenno anche il particolare dell' origine dei riti della settimana santa in Sardegna. Molti studiosi asseriscono che le liturgie della settimana santa siano state introdotte nell' isola per lo piu' nel 400, durante la dominazione aragonese, ed in effetti di spagnolo si conservano molte definizioni e diverse caratteristiche di grande suggestione come dimostrano soprattuto i riti che si svolgono ad Alghero. - di Antonella Soddu
di Antonella Soddu
E' stata una delle promesse o se vogliamo, uno dei due cavalli di battaglia (di seguito parleremmo anche del secondo: munnezza!) di Berlusconi alla scorsa campagna elettorale per le elezioni politiche del 13/14 Aprile; eppure, oggi, Cai/Alitalia e il suo salvataggio sembrano essere un lontano miraggio o forse e meglio dire un abbaglio rispetto a quello che ci avevano voluto far credere. Due le mosse principali: una band company pubblica utilizzata allo scopo di far confluire i debiti e tutte le attività oramai in passivo della compagnia di bandiera “orgoglio nazionale” e, un'altra società su cui far confluire utili e asset in attivo della vecchia Alitalia (ma ne aveva veramente?) . La seconda è stata poi rilevata da CAI ( compagnia aerea italiana) una cordata di imprenditori italiani, capegiati da Colannino e Sabelli, uniti dal progetto comune di salvare la nostra compagnia di bandiera (che dire..., veramente un grande spirito di sacrificio), gli utili, i dipendenti. Aggiungo anche quello di avere una compagnia aerea privata tutta italiana e con ricavi in attivo. Si noti bene che una delle clausule piu' importanti dello statuto di costituzione della CAI (Colannino&Sabelli company) prevede il divieto di trasferimento, in gergo tecnico – lock up, e vendita di azioni CAI fino al 28 ottobre 2013. Questa nota è utile al fine di dare un senso a quest'articolo). Sappiamo tutti che si sono fatti avanti i francesi di AirFrance Klm in persona di Jean Cyril Spinetta i quali hanno mirato fin dall' inizio di questa spinosa (sembra doveroso usare questo termine ed accostarlo a Spinetta) vicenda tutta italiana, ad acquistare in tutto o in parte Alitalia..., mai si deva consentire una azione di svendita della nostra compagnia di bandiera!!! disse Berlusconi, e allora come mai proprio la scorsa settimana la Commissione europea ha definitivamente approvato l' acquisto, da parte del gruppo franco-olandese, di una quota di partecipazione del 25% di CAI? Fine del senso e dell'amor di patria?
Un campanello d'allarme viene anche dagli ambienti politici, lo stesso Casini ha di recente affermato: “ è evidente che prima della fine della legislatura la CAI diventerà francese”. Ma questo, oggi, appare solo il minore dei problemi da esaminare, perchè credo che infondo quello che conti sia salvare i posti di lavoro (era quello che voleva fare il governo Prodi?) Qualcuno ha fatto il grave errore di credere che facendo CAI, si facesse una compagnia in grado di produrre subito utili milionari ma, non ha tenuto conto della grave recessione in atto che inevitabilmente ha ridimensionato tutte le aspettative dei manager. O forse è solo un altro “piccolo” dettaglio? E' un dato di fatto che il traffico aereo mondiale sia crollato, si poteva pensare che ciò non accadesse anche in Italia? Secondo i dati forniti da assoaeroporti, in un anno in Italia c'è stata una riduzione di quasi un milione di passeggeri, a febbraio hanno viaggiato 7,7 milioni di passeggeri il che significa il 14% in meno rispetto a febbraio del 2008. Bene, la nuova società aerea di Colannino e Sabelli è decollata..., ma sembra avere ancora le ali pesanti per cui, spiccare in un volo decente pare un miraggio. - A. Soddu 22/03/2009 -
Cagliari, 5 marzo 2009
Cari amici, compagni e colleghi che mi avete sostenuto e affiancato in questi anni di impegno politico e nell’ultima campagna elettorale, vi ringrazio di cuore per la fiducia che mi avete accordato in tutti questi anni, mi scuso se in certi momenti non sono stato all’altezza e ho deluso alcune delle vostre aspettative. Posso assicurarvi di averci messo tutto l’impegno di cui sono capace e che di certo il contesto complessivo di emarginazione dei consiglieri regionali nel quale si è svolta la politica del governo regionale negli ultimi quattro anni e mezzo non è stato d’aiuto nel dare risposte ai bisogni della gente.
Ho cercato di rappresentare ideali, valori e programmi socialisti e ho basato le mie scelte – e il mio voto favorevole o contrario sui provvedimenti, sia in aula che in commissione – tenendo presente gli spazi ove potessero affermarsi libertà, giustizia sociale, merito, solidarietà, sviluppo economico e benessere della persona, tolleranza, laicità e riformismo.
Il meccanismo elettorale e lo scontro frontale tra i due colossi del sistema bipolare ha cancellato la rappresentanza socialista nel parlamento regionale, la massima istituzione democratica e autonomistica della Sardegna.
Ma la politica continua e a me pare che sarà una politica che sempre più avrà bisogno di una impronta socialista per il lavoro, l’istruzione e la cultura, la sanità, l’ambiente, la qualità della vita e la felicità delle persone.
Continuiamo, quindi, col nostro impegno per una buona politica. Lo faremo nei comuni, nelle provincie, nei posti di lavoro, nelle associazioni e nei movimenti culturali e politici, cercando di superare il nostro più grande e condizionante limite: la difficoltà a comunicare la nostra riflessione e la nostra proposta collettiva.
Cercheremo di usare tutti gli strumenti che oggi possiamo avere a disposizione; invito perciò tutti coloro che leggono questa mia a facilitare i nostri contatti, attraverso l’utilizzo sistematico della posta elettronica, internet, facebook, youtube e quant’altro per un più rapido e facile scambio di opinione e formazione di un’idea condivisa.
Quale futuro ci aspetta? Quale futuro aspetta i socialisti e la politica sarda? Ci sarà ancora una sinistra in Italia e in Sardegna? Cosa significano oggi destra e sinistra? Le vecchie categorie con cui si divideva fino ad oggi il mondo sono ancora valide?
Voglio iniziare a parlarne da subito affinché tutti - ed io per primo - superiamo lo scoramento e riprendiamo con energia e vigore a fare la nostra parte. Per questo motivo invito tutti coloro che ne avessero piacere, o che sono interessati al futuro dei socialisti (quindi non obbligatoriamente i soli socialisti “praticanti”), a partecipare ad un incontro-dibattito dal titolo:
Quale futuro per la politica in Sardegna?
Diritti dei cittadini e valori della politica
che si terrà sabato 14 marzo 2009 alle ore 9,30 nei locali dell’Hotel Holiday Inn sulla strada 554 in Viale Umberto Ticca, all’ingresso di Cagliari, a tre chilometri e mezzo provenendo da Elmas.
Grazie per la tua partecipazione all’incontro e al contributo che vorrai dare al dibattito con il tuo intervento.
Mondino Ibba
sul "forum del partito socialista", ho torvato questa interessante considerazione sull' argomento socialismo e socialisti, lo riporto quà:
"Elaborare il lutto è un percorso umano difficile e complesso, ma la storia della cultura e quella della civiltà insegnano che, se questo percorso è incerto e difficoltoso, l'individuo scopre l'interiorità, la creatività, la capacità critica.
Da vari anni la Sinistra italiana cerca di elaborare i propri lutti. Il lutto relativo al lavoro: è di pochi giorni addietro, ad esempio, la notizia di un'altra ragazza di vent'anni, morta tragicamente sul posto di lavoro nella gioiosa et amorosa marca, terra di prosecchi, di miliardi, e di tanti "Sindichi sierifi" tutto "farvest" e "polentausei" che infestano queste nostre martoriate lande del Veneto. Questa ragazza e tutte le vittime, anche quelle viventi, della fabbrica o del cantiere, la Sinistra non può dimenticare.
Il lutto relativo alla politica: abbiamo oggi una classe dirigente letteralmente presa dal panico. Attaccata da ogni parte, reagisce aumentando le proprie garanzie ed i propri privilegi con una dinamica difensiva sciocca ed ipocrita. E questo la Sinistra non può ignorare.
Il lutto etico e morale. In un paese dove un qualsiasi calciatore professionista il cui quoziente intellettivo è pari al valore che questo individuo rappresenta per la civiltà e l'umanità, si permette orologi da sedicimila euro, una velina qualunque guadagna migliaia di euro per mostrare seni e posteriore, un ciarlatano di capitan spaventa di industria, oltre a parlare a vanvera ogni momento, pasteggia e si sollazza tranquillamente a bordo di uno dei tanti panfili di sua proprietà, un ragazzo di vent'anni, apprendista sfruttato e precario, pagato veramente una miseria ( gli basterebbe avere mensilmente quello che spende in una notte di piccanti emozioni a luci rosse un pinco pallino di alto prelato per progettarsi degnamente il futuro), riesce a stento, quando riesce, a vivere dignitosamente del proprio lavoro, a costruire la propria felicità, diritto di ogni uomo. Vere tragedie morali che la Sinistra non può ancora ignorare.
Il lutto della cultura e della razionalità, minate ogni dove da integralismi e fascismi religiosi e non, da spiritualità fasulle portate all'eccesso grazie ad un linguaggio millenaristico ed apocalittico da guerra santa, da dogmatismi ecclesiastici di stampo medioevale e da qualunquismi mediatici superficiali e distraenti.
Questi alcuni esempi di lutti che la Sinistra deve cercare di elaborare.
Dopo, sono sicuro, rinascerà un nuovo Socialismo. Un Socialismo proiettato verso il futuro che riparta però dalle proprie radici idealistiche, utopiche, romantiche, riconoscendole senza negarle e senza per questo allontanarsi dal realismo o cadere in beceri tradizionalismi o conservatorismi assurdi, come quelli molto frequenti oggi nella nostra società ovvero tradizionalismi e conservatorismi che non sono assolutamente garanzie di verità, anche se spacciate per tali, ma sintomi paranoici di paura ed ansia che attanagliano degli individui malati, terrorizzati dalle incerte probabilità del domani. Un Socialismo privo di sovietismi che riunisca le proprie anime e ritorni a credere nelle idee che hanno fatto grande il pensiero e le azioni della Sinistra storica italiana.
Un Socialismo moderno che rifaccia suo il paradigma delle origini: lottare per un mondo più giusto per tutti, senza intellettualismi contorti o machiavellismi furbeschi, ritornando sul cantiere, nelle fabbriche, nelle scuole. Un Socialismo patrimonio di tutta l'umanità e di ogni singolo individuo. Un Socialismo guidato dalle idee eterne di libertà, di uguaglianza e di fratellanza. Un Socialismo che capisca che oggi tutto questo è estremamente necessario, urgente. Vitale."
CLAUDIO MICHELAZZI - PARTITO SOCIALISTA _Costalta Di Cadore (Belluno)